Domande

Come ogni sito che si rispetti anche noi abbiamo la nostra lista di domande frequenti a cui cerchiamo di dare qui sotto una risposta convincente. Se la risposta convincente non vi convince sentitevi liberi di chiedere chiarimenti utilizzando lo spazio commenti.

D: Il matrimonio rende possibile l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso?

R: Tecnicamente una delle conseguenze è questa. La legge italiana prevede infatti come requisito per l’adozione che la coppia sia sposata da almeno 3 anni. Tuttavia il diritto al matrimonio e il poter adottare sono due cose diverse. La Costituzione e i trattati a cui l’Italia ha aderito dicono, secondo un’interpretazione costante, che è un diritto di ciascun essere umano scegliere il proprio compagno e sposarsi (naturalmente con un compagno consenziente :D ). In nessuno di questi testi è scritto che dal matrimonio deriva il diritto ad adottare o ad avere dei figli. Per questo chiedere alla magistratura di riconoscere il diritto al matrimonio delle persone dello stesso stesso non significa anche chiedere ai giudici di riconoscere il diritto delle coppie dello stesso sesso ad adottare dei figli. Potrebbe benissimo essere che la Corte Costituzionale stabilisca che il diritto delle coppie dello stesso sesso a sposarsi vada riconosciuto ma che sia il parlamento a dover decidere se queste coppie possano o meno adottare dei figli.

D: Non possono essere 15 giudici a decidere una cosa che riguarda il popolo. Questo compito non spetta al parlamento?

R:  La Costituzione della nostra Repubblica stabilisce, innanzitutto, che tutti i poteri dello stato derivano dal popolo che li affida al parlamento, al governo e ai giudici; la carta stabilisce anche che lei stessa debba essere la legge suprema e che tutte le leggi debbano essere scritte in modo da non contraddirla. L’assemblea costituente ha deciso che era necessario prevedere un controllore, un giudice, che stabilisse se le leggi approvate dal parlamento rispettassero o meno la Costituzione. Per questo, come in tutti gli altri paesi occidentali, è stata creata una Corte Costituzionale. Questi 15 giudici che sono eletti per 1/3 dal Parlamento, per 1/3 dai magistrati e per 1/3 sono nominati dal Presidente della Repubblica hanno il compito di capire se un cittadino rischia davanti a un giudice di subire un torto per colpa di una legge che non rispetta la Costituzione. Siccome questa ultima prevale sempre una legge che non la rispetta non può avere nessun valore. Noi chiediamo alla Corte di applicare la legge più alta, votata dai rappresentanti del popolo nell’Assemblea Costitutente, e di decidere se il diritto di scegliere la persona con cui condividere il resto della suo vita sia un diritto solo per gli eterosessuali o anche per gli altri cittadini di questo paese. Anche il parlamento potrebbe deciderlo ma la differenza è che la Corte è obbligata a farlo e a farlo in fretta perché il suo compito è fare giustizia in una causa; il Parlamento, al contrario, può decidere di evitare di occuparsene. La Corte serve proprio a questo: ad evitare che un Parlamento inconcludente possa danneggiare i cittadini privandoli dei propri diritti.

D: Ma così voi chiedete alla Corte Costituzionale di inventare un nuovo diritto?

R: No la Corte non può mai inventare un diritto. La Corte può riconoscere che esiste un diritto secondo la Costituzione e che nessuno ha ancora fatto in modo di garantirlo ai cittadini. Noi non chiediamo alla corte di stabilire che i gay possono sposarsi; noi chiediamo alla corte di riconoscere che il diritto che la Costituzione dà ad ognuno di noi di scegliere la persona con cui ci vogliamo sposare non può essere limitato dal sesso del nostro compagno; così come molti anni fa si stabilì che non poteva essere limitato dalla razza o dalla religione.

D: Ma se la Corte vi desse ragione cosa impedirebbe a qualcuno di chiedere il matrimonio con i bambini, con gli animali o di chiedere la poligamia?

R: La Costituzione stessa impedirebbe tutte e tre queste cose. Il matrimonio deve avvenire con una persona consenziente (e questo esclude animali e bambini), capace di capire e consapevole di cosa significa matrimonio, e deve rispettare l’assoluta uguaglianza dei coniugi (e la poligamia, in questo caso, non lo prevede).

D: Ma come potete rivendicare il diritto di sposarsi per le persone dello stesso sesso se il matrimonio implica la procreazione?

R: Sono almeno 60 anni che il matrimonio civile non implica necessariamente lo scopo di procreare. Oggi possono sposarsi le coppie sterili e possono sposarsi anche le persone transgender dopo aver ottenuto il cambio anagrafico del sesso. È vero che queste coppie sono per forza sterili ma è altrettanto vero che la legge gli riconosce il diritto di contrarre matrimonio. Tra l’altro il diritto a contrarre matrimonio per le persone Transgender non è limitato ai paesi occidentali (esiste perfino in IRAN) ed è stato riconosciuto come tale sia dalla Corte Costituzionale sia dalla Corte Europea dei diritti umani.

D: Questo è falso, la famiglia, secondo la costituzione ha il compito di allevare ed educare i figli, o no?

In effetti la Costituzione (articolo 30) prevede che siano “i genitori”, non la famiglia, ad avere questo compito. Richiedere che sia la famiglia ad avere questo compito potrebbe significare escludere le coppie sterili dal matrimonio. Questo può andare bene per il matrimonio religioso, in cui il fine ultimo è la procreazione, che infatti è nullo per le coppie sterili. Tra l’altro, secondo tutti gli studi scientifici a disposizione attualmente le coppie omosessuali si sono dimostrate perfettamente in grado di allevare ed educare i figli loro affidati o nati in precedenti matrimoni (più “tradizionali” :D )

D: La Costituzione non parla di famiglia come di “società naturale fondata sul matrimonio”? Questo non impedisce un riconoscimento dei matrimoni fra omosessuali?

R: L’articolo 29 della Costituzione definisce proprio così la famiglia; ma questo non è un ostacolo. L’articolo, innanzitutto non limita il matrimonio solo a persone di sesso diverso, ma si limita a dire che il matrimonio costituisce il riconoscimento legale di una forma di unione (in legalese società) che è naturalmente presente nella nostra società. In altre parole la nostra Carta riconosce che per gli esseri umani è normale formare delle unioni fra due persone e allo stesso tempo stabilisce che queste unioni possono essere formalizzate con un matrimonio.

D: Ma come potete dire che l’aggettivo “naturale” possa includere anche le unioni fra gli omosessuali?

R: Lo possiamo dire proprio perché le coppie omosessuali esistono normalmente in tutte le società umane del mondo e sono esistite in tutte le epoche storiche (con alterne fortune). È evidente di per sè che se un fenomeno esiste indipendentempende dal luogo, dal tempo e dal tipo di società allora è naturale.

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